#AIMOOC - DIDATTICA UNIVERSITARIA APERTA
Alessandro Bogliolo - Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
L’intelligenza artificiale è un ramo dell’informatica che da sempre suscita utopie e distopie, che impone all’umanità di interrogarsi sulle proprie prerogative e sui propri limiti, contrapponendoli a quelli delle opere del suo stesso ingegno.
La ricerca e lo sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale hanno fatto progressi talmente rapidi e significativi da rendere non solo possibili, ma già comunemente utilizzate, tecnologie le cui possibilità applicative superano la nostra capacità di immaginazione.
Sono Alessandro Bogliolo, professore di Sistemi di elaborazione delle informazioni all’Università di Urbino, e vi accompagnerò in questo percorso insieme a tanti colleghi che ci offriranno le proprie competenze.
Con storici e filosofi della scienza ripercorreremo la storia dell’intelligenza artificiale, ne studieremo le definizioni e ci chiederemo fino a che punto l’intelligenza di una macchina sia frutto dell’intelligenza di chi la progetta e la programma.
Affronteremo questioni etiche, sociali e culturali, parlando anche di cinema e di letteratura. Chiederemo a economisti, tecnologi e imprenditori di parlarci delle applicazioni e delle prospettive di sviluppo del settore.
Vedremo le principali forme di intelligenza artificiale. Parleremo di machine learning, di reti neurali e di algoritmi genetici, chiedendo a neurofisiologi e biotecnologi di parlarci dei sistemi biologici ai quali queste tecniche di ispirano.
Useremo il coding unplugged e la programmazione visuale a blocchi per concepire attività didattiche e ludiche di intelligenza artificiale, che ci permettano di comprenderne i limiti, le potenzialità e i principi di funzionamento.
Computer e robot sono innanzitutto degli esecutori ideali, delle macchine programmabili prive di intelligenza, di libero arbitrio, di fantasia, di creatività, che fanno tutto e solo quello che dice loro il programmatore. Dove e come scatta la scintilla dell’intelligenza artificiale? E’ questa la principale domanda a cui cercheremo di dare risposta.
#AIMOOC - DIDATTICA UNIVERSITARIA APERTA
Fabio Martini - Università degli Studi di Firenze
All’origine del sapere:
intelligenza, intelligenze, coscienza, cum-scientia nella documentazione archeologica.
La capacità tipica del genere Homo di avere consapevolezza di sé nel tempo e nello spazio e di potere avere relazione con il mondo circostante: è questa l’intelligenza?
La documentazione connessa all’archeologia preistorica indica varie fasi di conoscenze e uno sviluppo di esperienze che hanno creato un bagaglio cognitivo fondamentale per la sopravvivenza delle varie specie.
